Quando ci si collega ad Internet, il nostro provider ci assegna un indirizzo univoco che viene chiamato indirizzo IP: è rappresentato da un numero della forma xxx.xxx.xxx.xxx, con xxx che assume un valore massimo di 255 (es. 125.255.2.123).
Questo indirizzo è una sorta di carta d'identità della nostra presenza sulla rete: anche i siti ai quali ci colleghiamo ne hanno uno (infatti un'altra maniera per collegarsi ad un sito, invece di scrivere il nome per esteso, è quella di riportare soltanto l'indirizzo IP), che è fisso, mentre quello di un utente solitamente cambia ad ogni nuova connessione.
Dato che gli indirizzi IP sono per loro natura limitati, per non saturare la rete si sono inventate le PORTE, semplicemente un altro numero che stabilisce a quale servizio di quello specifico indirizzo IP vogliamo accedere (ad es. la porta 110 è per la ricezione di e-mail, la POP3).

Per chi è curioso di natura e vuole conoscere il proprio indirizzo IP mentre naviga, esiste un file chiamato winipcfg.exe: è nella cartella di Windows.

Il problema sta proprio nel fatto che questo indirizzo IP viene lasciato un po' troppo alla luce del sole: ciò è massimamente vero nelle chat, in alcune delle quali addirittura viene esibito, più o meno criptato, a tutti i partecipanti; proprio le chat, infatti, sono la palestra di tanti birichini che muovono i primi passi nell'hacking!
Il pericolo è in particolar modo legato ad alcuni errori di progettazione del sistema delle porte: mandando un particolare pacchetto di dati ad una determinata porta, in passato si poteva arrivare addirittura a provocare il crash del PC collegato od arrecare danni di varia entità.

I backdoor sfruttano proprio l'utilizzo di queste porte (da ciò deriva il nome: la porta sul retro): tipicamente NetBus® utilizza la 12345 o la 12346, mentre Back Orifice la 31337, ma non è sempre così (le versioni più recenti di questi programmi possono utilizzarne altre): c'è da dire che comunque i backdoor hanno bisogno di un file installato sul computer da attaccare (il cosiddetto server); ciò rende già più difficoltoso, anche se sempre più diffuso, il loro utilizzo.

Ben più grave è il caso dei cosiddetti exploit, che come suggerisce il nome altro non sono che utilizzi impropri degli errori di programmazione dei protocolli dai risultati estremamente devastanti per la vittima.

La soluzione? Semplice, i FIREWALL!
Questi programmi altro non sono che dei potenti filtri che controllano cosa è ricevuto e cosa è trasmesso nella navigazione, bloccando tutte le visite non desiderate in assoluta sicurezza: alcune aziende hanno dei computer destinati soltanto a questo scopo.
Per l'utilizzo quotidiano consiglio COME INDISPENSABILE questo tipo di programmi: soltanto allora vi renderete davvero conto di quanti impiccioni vogliono accedere al vostro PC ad ogni connessione (anche se magari non cercano proprio voi, ma semplicemente una vittima a caso). Attenzione: utilizzando i Firewall alcune volte per vari motivi vengono segnalati pericoli che in realtà non esistono, anche se ciò non compromette la normale navigazione (tranne nel caso di utilizzo di programmi quali ICQ® e similari).

Un Firewall freeware per uso personale è ZoneAlarm che ho utilizzato per molto tempo e funziona veramente bene, per giunta anche su computer datati (da 386 8 Mb Ram in poi): unito ad un antivirus aggiornato renderà la vostra navigazione pressochè sicura.

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